Progresso tecnologico e ambiente.

Ultimamente stiamo assistendo a un risveglio delle coscienze sul tema ambientale. Questo è sicuramente positivo, ma purtroppo il tema viene catturato da ideologie politiche che io considero molto negative. Ideologie anticapitaliste, contro il progresso economico e quindi scientifico, che ipotizzano soluzioni che dovrebbero far rabbrividire qualsiasi persona razionale. L’obiettivo concreto di ridurre le emissioni di CO2 in atmosfera attraverso lo sviluppo di tecnologie alternative e più efficienti viene usato per proporre un ritorno a una vita più “naturale”, per ridurre i consumi, non prendere l’aereo e altre soluzioni strampalate che solo a chi appartiene a una classe sociale elevata possono venire in mente. Il problema serio è che se si propone un abbassamento della qualità della vita, magari attraverso una carbon tax, le persone che andranno a subirne le conseguenze maggiori saranno le meno abbienti del mondo occidentale. Se ci guardiamo intorno vediamo tante persone che non prendono ogni mese l’aereo, anzi magari non l’hanno mai preso, che non hanno il condizionatore per l’estate, che hanno bisogno della macchina per andare a lavorare e che non si possono permettere la macchina elettrica. Su cosa dovrebbero agire queste persone per ridurre le emissioni?  Ci potrebbe essere la redistribuzione della carbon tax verso le classi sociali più in difficoltà, ma comunque queste sono soluzioni che vanno ponderate molto bene in quanto la carbon tax per funzionare deve essere applicata da TUTTI GLI STATI. Come si può intuire la cosa è molto complicata da ottenere. Il problema diventa ancor più complesso se pensiamo agli Stati in via di sviluppo a cui son si può chiedere di portare un fardello che noi non abbiamo avuto mentre attraversavamo la fase di crescita economica. Certo le tecnologie moderne consentiranno loro di essere meno dannosi per l’ambiente, ma comunque si assisterà a un incremento delle emissioni di CO2 dovuta alla crescita economica di questi Paesi.

Ora vorrei considerare un altro aspetto di questi movimenti ecologisti, ovvero il fatto che vogliono lottare per l’ambiente ma allo stesso tempo contrastano alcune tecnologie che potrebbero essere molto utili allo scopo. Mi riferisco segnatamente al nucleare e ai prodotti OGM. Sul nucleare sappiamo com’è andata, alcuni esperti ritengono possa essere troppo tardi perché abbiamo perso 40 anni di ricerche scientifiche, quindi ora potrebbe essere troppo costoso adottare questa tecnologia. Altri affermano il contrario e che si possa ancora percorrere questa via. Di sicuro sarebbe il metodo di produzione di energia elettrica meno inquinante per l’atmosfera in rapporto alla quantità di energia prodotta. La gestione delle scorie è ormai molto sicura e ci darebbe 30/40 anni di tempo in cui lo sviluppo tecnologico potrebbe portare novità importanti anche nello stesso campo del nucleare.  Gli OGM (organismi geneticamente modificati) consentirebbero di migliorare tantissimo la produzione di numerose colture utilizzando molto meno terreno e quindi senza disboscare. Si otterrebbero due vantaggi, più alberi e meno inquinamento, dato che anche l’agricoltura produce tanta CO2. Ma come sappiamo i movimenti ecologisti ideologizzati odiano queste soluzioni perché considerate non “naturali”. Vogliamo parlare della TAV? Il trasporto su gomma è fra i principali responsabili della produzione di CO2, quindi sarebbe auspicabile il trasporto delle merci su rotaie. Gli ecologisti, verdi o come si chiamano sono contrari. Mi sembra tutto molto irrazionale.

Si stanno sviluppando anche delle tecnologia per assorbile la CO2 dall’atmosfera, chiamate DAC (Direct Air Capture), e utilizzarla per creare del carburante. Durante tutto il ciclo produttivo il bilancio delle emissioni sarebbe 0 in quanto il carburante prodotto restituirebbe la stessa CO2 che è stata assorbita dall’atmosfera. Il processo dovrebbe avvenire però usando dell’energia proveniente da fonti rinnovabili. QUI l’articolo.  Anche quando si leggono articoli su questi temi si deve prestare attenzione. Se andate a vedere il pezzo che ho linkato, nelle prime righe, dice che queste tecnologie sono delle scorciatoie anziché agire sulla causa. Lì per lì  ho pensavo che fosse un articolo critico. Alla fine invece non ho notato una critica particolare di questa tecnologia, ma ci sono invece altri articoli e siti che sono più nettamente contrari. Qui subentrano due elementi, uno è la già citata ideologia contro ogni alternativa a una vita “all’antica”, l’altro sono gli interessi economici. Chi lavora nel settore delle energie rinnovabili spinge l’acqua al suo mulino e ovviamente spera che si investa tanto su quel settore. Una tecnologia che permette di assorbire la CO2 non è vista di buon occhio da coloro che producono e vendono pale eoliche e impianti fotovoltaici. Io sono assolutamente a favore delle rinnovabili, mi piacerebbe ad esempio che ogni casa fosse autosufficiente dal punto di vista energetico ed ad impatto zero o quasi, ma non è facile e soprattutto quando parliamo di produzione di energia per le attività industriali non è pensabile che possano bastare pale eoliche e pannelli solari. Bisogna anche pensare al fatto che la CO2 non è un inquinante, ma è il principale responsabile del riscaldamento globale, quindi dal punto di vista strettamente logico non mi sembra stupido lavorare su un metodo che consenta di estrarre dall’atmosfera quella CO2 che noi stessi produciamo.  Certo il tutto deve avere costi ragionevoli, ma non solo deve essere profittevole, cioè ci si deve guadagnare qualcosa se no non si va avanti.

Infine c’è la questione molto seria degli altri tipi di inquinanti che produciamo, plastiche e non solo che stanno peggiorando l’ambiente in cui viviamo. In questo settore un cambio delle nostre abitudini è auspicabile eccome, così come modificare i sistemi di produzione, imballaggio, trasporto, tutti temi che vanno oltre la sola CO2.

Qui sotto propongo un interessante video sul cambiamento climatico

Progresso tecnologico e ambiente.ultima modifica: 2019-10-13T16:42:19+02:00da fabrizio8011
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento